Di lui sappaimo solo che è nato a Bristol, che esordisce a Londra nel 2000 raffigurando gli ormai celebri "topi teppisti". I suoi stencil in pittura nera impiegheranno poco ad invadere i muri scrostati della città. I personaggi che vi sono raffigurati – poliziotti londinesi omosessuali, ragazzi col volto nascosto che lanciano fiori come se fossero molotov – destano ancora sentimenti opposti: molti li amano profondamente altri li odiano, irrimediabilmente.
Si è intrufolato nei musei, negli zoo, nelle
gallerie e nei negozi di tutto il mondo, divetando l’indiscusso re della
guerrilla art: un manifesto esplicito, un'aspra
provocazione nei confronti dell’establishment, del potere, della guerra e
del consumismo. Oggi Banksy non è solo un fenomeno di costume, ma la sua imponente
presenza sulla scena internazionale ha costretto il mondo dell’arte a
fare i conti con il suo linguaggio. Ecco un video che celebra questo geniale interprete figurativo del nostro mondo:


